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8 Gennaio 2012 - Maurizio Di Fulvio, Chitarra

E’ fuori dubbio che la forte popolarità, goduta attualmente da uno strumento come la chitarra, sia solo in parte giustificata dalla sua diffusione in ambito classico.
In effetti, se da un lato il secolo scorso ha conosciuto un decisivo impulso, grazie alla presenza di autentici virtuosi (un nome per tutti Andrés Segovia), non va dimenticato che lo strumento deve la sua affermazione in quanto associato prima ai moti di protesta degli anni '60 e poi, in versione “elettrica”, a vari generi musicali di consumo.
Queste due anime della chitarra sono ben presenti nel programma proposto dal maestro Maurizio Di Fulvio, che mette subito a confronto Pat Metheny (1954) e Maria Theresia von Paradis (1759-1824).
Al primo, celebre chitarrista jazz statunitense, appartiene James, tratto da “Offramp”, cd pubblicato nel 1982, mentre la seconda, compositrice e interprete, che commissionò numerosi brani ai più importanti autori della sua epoca, è presente con una trascrizione per chitarra della Sicilienne in mi bemolle maggiore, tratta dal suo Quartetto per pianoforte.
Ad un altro mostro sacro della musica jazz americana, il pianista e compositore Armando “Chick” Corea (1941), appartiene invece Armando’s Rhumba, tratto dal doppio album di grande successo intitolato “My Spanish Heart” uscito nel lontano 1976.
Il riferimento alla Spagna non è casuale, poiché la chitarra risulta legata da diversi secoli alle atmosfere iberiche.
Si tratta di un rapporto così intenso che, anche un brano concepito per il pianoforte, come Asturias, movimento conclusivo della Suite Española di Isaac Albéniz (1860-1909), nella trascrizione chitarristica di Segovia mantiene inalterato il suo carattere evocativo.

Rimanendo in ambito popolare, non va dimenticato il forte impatto che lo strumento ha avuto nei paesi sudamericani, Brasile in testa, con il moltiplicarsi di compositori-esecutori molto validi, attivi durante tutto il Novecento.
Fra questi abbiamo Luiz Bonfá (1922 – 2001), uno dei maggiori esponenti della bossa nova, del quale ascolteremo Manhã de Carnaval, tratto dalla colonna sonora del film Orfeo Negro e Paulinho Nogueira (1929-2003), autore di alcune Bachianinhas, brani nati dall’incontro fra la musica antica brasiliana e quella europea.
Figura altrettanto interessante è quella di “Pixinguinha”, al secolo Alfredo da Rocha Viana (1897 - 1973), che contribuì alla diffusione del choro, stile caratterizzato dalla contaminazione tra i ritmi africani e la musica europea, di cui Carinhoso è l’esempio più celebre.
Rimanendo in America del Sud, è d’obbligo uno sguardo sull’argentino Astor Piazzolla (1921-1992), che del celeberrimo Oblivion fornì anche una versione chitarristica.
Il programma si completa con una serie di brani composti da Maurizio Di Fulvio, rivolti ai luoghi natii (San Liberatore a Maiella Abbey, Caramanico blue atmosphere), a un grande interpreti del passato (Django “mémoires”) e a pure suggestioni musicali, come Mediterranean flavours e Shaker.

Marco del Vaglio

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